Room26 Art

Le attività

Si potranno dividere in attività interne ed esterne, dove per interne si intenderà tutto ciò che si svolgerà all’interno appunto della struttura, e per esterne a tutte le attività, eventi, manifestazioni e lavori che utilizzeranno location esterne, ma sempre organizzate dallo staff della struttura.

Le attività interne si svilupperanno in una zona dello spazio ben precisa, individuabile come Zona Arte, dove andremo a proporre attività sia di arte visiva che performativa:

In generale la struttura si occuperà di:

  1. Produzione e organizzazione Eventi di Arte Visiva con cadenza mensile;
  2. Manifestazioni, Rassegne, Festival;
  3. Ricerca sponsor, finanziamenti pubblici produzione in genere di eventi d’arte sia interni che esterni allo spazio;
  4. Attività di formazione, educazione all’arte (il principale obiettivo della struttura sarà quello di cercare di far entrare in contatto con il proprio essere creativo nella ricerca di nuovi linguaggi. La struttura si servirà dell’aiuto di psicologi dell’arte, di psicologi sociali, di artisti di ogni genere…).

Programmazione

L’ idea è quella di creare due appuntamenti mensili il primo e il terzo martedì del mese: uno all’insegna dell’ Arte Visiva e l’altro all’insegna dell’Arte Performativa.

L’obiettivo è quello, non solo di presentare arte, ma anche di creare un Salotto che sarà un momento aggregativo e di condivisione e che darà la possibilità di scambiare idee e progetti tra artisti, personaggi dell’ arte e tra tutte quelle persone/fruitori dei nostri momenti creativi.

L’inaugurazione di questo progetto si terrà martedì 6 ottobre 2009 alle ore 18.30 con la presentazione della performance Retroazione di un Suono D-Segno ideata da Danilo Bucchi e Giuseppe Stagnitta con Gerardo Greco e Paolo Giliberti. Il nome del progetto è 4d e racchiude l’esperienza di Danilo Bucchi come pittore, di Giuseppe Stagnitta come psicologo dell’arte che si occupa del legame tra suono e segno da decenni, di Gerardo Greco come sound performer, di e di Paolo Giliberti come esperto di segnale midi e di interfacce che mettono in correlazione segnale visivo con quello midi. Inoltre vediamo coinvolti nel progetto Rossano Baldini come compositore, Enrico Datti come direttore della fotografia e Piergiorgio Bellocchio come direttore video.

Verranno, inoltre, esposte delle teche con la matrice dell’opera e con la possibilità di poter vedere la video pittura attraverso dei monitor.

L’esposizione si potrà visitare negli orari di apertura dello Spazio Arte del Room26. La durata dell’esposizione sarà di un mese, dal 6 ottobre al 1 novembre 2009.

Esposizioni

Room Crossover

Emilio Leofreddi / Disegni – Geo Florenti / Free Light System

dal 10 novembre al 7 dicembre 2009

Martedì 10 novembre alle ore 18.30 inaugura al Room26 la mostra “Room Crossover” di Emilio Leofreddi / Disegni con l’intervento di Geo Florenti con l’installazione “Free Light System, un’istallazione luminosa che avrà l’obbiettivo di illuminare la mostra , senza consumo di energia elettrica. La mostra sarà a cura di Giuseppe Stagnitta in collaborazione con la Galleria “La Nuvola”. L’esposizione si potrà visitare dall’11 novembre al 7 dicembre 2009 nelle ore di apertura del Room26

Room Crossover” è il risultato dell’interazione tra Arte (disegni di Emilio Leofreddi) e Arte/Ricerca Scientifica (Geo Florenti “Free Light System”), incontro tra il lavoro (bozzetti onirici) di Emilio Leofreddi e la ricerca della Luce senza consumo di energia elettrica di Geo Florenti.

Il giorno dell’inaugurazione si svolgeranno la performance video “REW” a cura di Geo Florenti con Miriam Abutori (Accademia degli Artefatti) e suoni di Makro Music. Inoltre verrà proiettato il video “Tate” di Emilio Leofreddi con le suggestioni musicali del Dj Andy Shakty.


URBIS SURREALIS

Mostra personale di ELIO VARUNA

dal 8 dicembre 2009 al 11 gennaio 2010

Martedì 8 dicembre 2009 alle ore 18.30 inaugura al Room26 la mostra personale dell’artista Elio Varuna dal titolo Urbis Surrealis a cura di Giuseppe Stagnitta in collaborazione con julie kogler.

Artista, ricercatore di antiche culture, viaggiatore spirituale. Elio Varuna ha esposto in molte gallerie private in Italia e Germania e in prestigiosi musei pubblici, tra cui in un solo show nel 2007 al Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo (Roma) e nel group show “Apocalypse Wow!” al MACRO Future (Museo d’Arte Contemporanea di Roma). Con questa occasione Varuna in partenza per la biennale di Shanghai saluta la città eterna omaggiandola con dodici nuove visioni delle settecentesche incisioni di Giovanni Battista Piranesi.

Le suggestioni musicali saranno a cura del ensemble vocale Vocintransito (Gospel & Spirituals).

THE HIP

Neo Pop, Graffiti e Hip Hop

DAL 19 GENNAIO AL 7 FEBBRAIO 2010

new drawings

by

Boris Hoppek

a cura di

Giuseppe Stagnitta e Julie Kogler

Boris Hoppek è uno dei 39 artisti della straordinaria mostra collettiva “Apocalypse Wow!” curata da Julie Kogler e Giorgio Calcara, che celebra al MACRO Future, col patrocinio del Comune di Roma, le nuovissime correnti artistiche conosciute come Pop Surrealism, Neo Pop e Urban Art.

Proprio negli spazi del Museo ex-mattatoio, Hoppek creerà un’opera site specific che verrà presentata al pubblico domenica 17 gennaio 2010 alle ore 17.00 (MACRO FUTURE, piazza Orazio Giustiniani 4 – Roma).

In quest’occasione il Room26 celebra l’artista Boris Hoppek attraverso un evento, “The Hip” (Neo Pop, Graffiti e Hip Hop), in cui l’artista presenterà dei nuovi disegni e pitture. La mostra è curata da Giuseppe Stagnitta e Julie Kogler e inaugura martedì 19 gennaio alle ore 19.00 nello Spazio Arte del Room26.

Alle ore 22.30 l’After Show con una rassegna musicale Hip Hop curata da Les Enfants Prodiges e Black Time dove vedremo esibirsi i dj’s: Lady Coco, Aimè, Baro, Mr. Phil, Kokob, Carlos, Bright.

L’esposizione potrà essere visitata tutti i giorni di apertura dello spazio Room26 fino a domenica 7 febbraio.

Boris Hoppek

Tutto è partito dal graffiti writing, una forma d’espressione giovanile, caratterizzato da incessanti azioni decise a imporre i propri pseudonimi all’interno dei contesti urbani. Nel corso degli anni questo fenomeno ha generato dei propri codici linguistici, essendo stato contaminato dagli sviluppi della cultura underground, dalle musiche in voga, dalla moda, dalle immagini dei cartoon, e i cambiamenti dell’era globalizzata, creando una fitta rete di connessioni internazionali di appassionati protagonisti.

Nasce così la Street Art, come definizione comunemente utilizzata, per inquadrare tutte le manifestazioni artistiche compiute in spazi pubblici. A differenza del semplice writer lo street artist non vuole imporre il suo nome, ma intende dare vita ad un processo creativo che si contestualizzi nello spazio che lo circonda, creando un impatto e interagendo con un pubblico diversificato, che diviene inconsapevole spettatore di un’opera d’arte.

In molti casi questi street artist, partendo da esperienze formalmente illegali, sono oggi integrati nel mainstream del mercato dell’arte, raggiungendo quotazioni straordinarie in scala globale.

Il fenomeno della Street Art è strettamente associato alla cultura Hip-Hop, ricca a sua volta di numerosi elementi legati a forme espressive di carattere urbano, che permette l’interazione in un fertile scambio di idee.

Partendo da un’impostazione molto legata alla street art, gli interventi dell’artista tedesco Boris Hoppek vanno oltre l’urban action, appropriandosi di qualsiasi superficie per espandersi in ogni luogo, sia interno che esterno. La sua icona di riconoscimento è semplice ma di grande impatto:  un ovale nero con due cerchi bianchi e un cerchio rosso; quanto basta per raffigurare una testa con occhi e bocca. Questo “Negrito” dal viso minimal e dal corpo variabile, diventa la sua sigla inconfondibile capace di trasformarsi in qualsiasi oggetto.

È così che i suoi “Bimbos” si presentano nelle tridimensionali vesti di ometti di peluche – divenuti poi famosissimi col nome C’mons, protagonisti di una fortunata pubblicità televisiva per una nota azienda automobilistica tedesca.

Tuttavia, l’eclettico Boris Hoppek riesce anche a mettersi nei panni di un narratore di storie più impegnate e talvolta assai intime quando crea le sue sculture o le sue pitture murali, su tela, o su cartone.

Prediligendo la Spagna per vivere e lavorare – vive a Barcellona – si confronta spesso con le problematiche di un territorio di passaggio tra l’Europa e il continente africano. Le sue ambiziose installazioni di precarie barchette cariche di stilizzate figure nere conquistano così un notevole valore laddove alludono a quei codici visivi d’immigrazione disperata, alla tragica sorte degli uomini in fuga. Per questo si serve di utensili da Arte Povera, in un assemblaggio che richiama l’ immaginario Dadaista.

I suoi disegni, invece, ben volentieri s’ispirano alla cultura pop. Così raffigura il volto di James Brown, emblema del Funky Style – sempre con le sembianze del “Negrito”, attraverso il quale riesce a rappresentare qualsiasi altro personaggio della vita moderna e/o mondana. Spesso Hoppek ritrae queste icone contemporanee e le creature della sua fantasia in circostanze inconsuete che, con un tocco di ironia, riesce a rendere godibili ad un vasto pubblico.

Tuttavia, le sue immagini, dal forte sapore pop, sono solo il veicolo per comunicare messaggi dal pensiero più impegnato e profondo.

Non ultimo, l’erotismo che Hoppek ama trasmettere con le sue figure femminili – ora dipinto o disegnato solo da scarne linee, ora ritratto in bizzarri scatti fotografici – intriga lo spettatore con un’aura misteriosa e  seducente.

Da diversi anni Hoppek è considerato un artista ambito che esegue importanti opere site specific in musei pubblici e gallerie private che riscuotono un notevole successo e interesse del pubblico, stampa e collezionisti di tutta Europa.

Hoppek si presenta come modello d’artista neopop capace di invadere e conquistare tutto e tutti con un’iconografia originale, forma espressiva di stilemi ultracontemporanei.